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Si conclude l'esperienza in UNIFIL per Nave Andrea Doria

22.12.2013 17:44

Dopo aver percorso 16287 miglia e aver trascorso 2024 ore solcando le acque del Mediterraneo, Nave Doria ammaina la bandiera azzurra simbolo delle Nazioni Unite e lascia il Paese dei cedri dirigendo verso Taranto. L’Unità è partita il 2 settembre, come meno di 48 ore di preavviso, verso le acque antistanti il Libano con il compito di supportare il contingente italiano impegnato nella missione UNIFIL (United Interim Force In Lebanon) a causa della situazione d’instabilità nel Mediterraneo orientale.

Dopo un mese dall’arrivo nell’area di operazioniper Nave Doria si è concretizzata la possibilità di un ingresso nella Maritime Task Force (MTF) di UNIFIL.

Il 9 ottobre, infatti, l’Unità è entrataufficialmente in UNIFIL e dopo qualche giorno ha fatto ingresso nel porto di Beirut, dove, il 16 ottobre, nel corso di una cerimonia svoltasi sul ponte di volo, presieduta dal Force Commander e Head of Mission di UNIFIL, Generale di Divisione Paolo Serra, cui ha preso parte anche l’Ambasciatore d’Italia in Libano, S.E. Giuseppe Morabito, l’equipaggio di Nave Andrea Doria ha ricevuto il basco blu e sull’albero dell’Unità è stata issata a riva la bandiera dell’ONU.

Nave Doria è entrata così parte a far parte della MTFdi UNIFIL ,composta da otto unità (2 tedesche, 1 greca, 1 turca, 2 bangladesi e la fregata brasiliana Uniao, Flagship della forza).

Il compito della MTF, al comando del Rear Admiral Joese De Andrade Bandeira Leandro, è quello di contribuire all’applicazione e al rispetto di quanto sancito dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
L’ Unità in tale contesto ha svolto attività di MIO (Maritime Interdiction Operations) per prevenire l’ingresso di armi e materiale non autorizzati nel territorio libanese,cui ha affiancato un non meno importante ed intensa attività addestrativa a favore della LAF- N (Lebanese Armed Forces – Navy), fondamentale per il perseguimento di un obiettivo essenziale della Risoluzione: rendere la marina libanese pienamente autonoma nel controllo delle proprie acque territoriali e di interesse.

L’ importante attività operativa è stata inoltre integrata da differenti cicli id esercitazioni con le altre Unità della MTF, particolarmente interessanti in ragione della poco usuale interazione con Marine di altre aree geografiche e non facenti parte di alleanze o coalizioni nell’ambito delle quali la Marina Militare opera abitualmente: i risultati conseguiti in termini di interoperabilità sono stati di tutto rispetto, ma particolarmente interessante è risultata l’interazione con realtà profondamente diverse, che ha contribuito alla crescita professionale e culturale di tutto l’equipaggio.

Sono stati quasi quattro mesi di intensa attività, che hanno ricevuto un riconoscimento formale nell’assegnazione della medaglia UNIFIL, momento di grande emozione ed orgoglio per l’equipaggio del Caccia D553, che torna a casa consapevole degli importanti traguardi raggiunti e con il cuore fiero di aver indossato il basco blu dell’ ONU.

 

 

(www.marina.difesa.it)

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